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Ieri,
durante il temporale (verso le 13), sono caduti dei rami dal maestoso albero a destra del cancello d'ingresso dell'ex Casa di Riposo. Rami caduti su auto parcheggiate immediatamente sotto le fronde più basse. Sono intervenuti con sega a motore per rimuovere, potando, i rami più bassi ma non solo; come si nota dalla foto scattata verso le ore 15, la potatura, pardon, il massacro è stato perpetrato verso l'alto. Fino alla cima.
Il Cedro, il più alto e vecchio ed anche il più sano di quello a fianco e di altri nel giardino della Scuola Elementare, non meritava questa fine.
Tempo fa, per gli incidenti mortali del sabato sera, avevo letto di una proposta avanzata da improbabili amministratori comunali circa l'abbattimento di Platani (secolari?) sui bordi delle strade provinciali. Per difendere questi terroristi stradali si sarebbero dovuti radere al suolo non uno, ma tutti gli alberi presenti sul percorso, indicati come ostacoli (o bersagli?).
L'auto incidentata sotto il ramo caduto alla Casa di Riposo è stata vendicata! Non semplice potatura, ma albero raso al suolo. Io credo si sarebbe potuto evitare lo scempio. Sarebbe stato solo rimandato. A quando? Alla prima neve, quando , tra alberi sradicati e potature radicali, si procederà come detto.
p.s.: ma non sarebbe meglio intervenire con potature programmate? Gli alberi crescono, e, come noi uomini, se non veniamo curati, cresciamo senz'ordine (e disciplina).
La quercia millenaria di Paderno insegna...
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