29 dicembre 2005
i moschettieri: il legno, gli alberi e i parchi cittadini
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attilio gori
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il legno, gli alberi e i parchi cittadini
ricollegandomi al post precedente, lancio il mio grido d'allarme sulla desertificazione delle aree verdi delle città; le città, i piccoli centri, e i paesi.
Il nostri caso a Mercato Saraceno è sintomatico; immersi nel verde (dicono che in 40 anni si siano interrate più di 1 milione di piante conifere sulle nostre colline) la caduta di un albero ultra centenario, per certi versi simbolo è un fatto che non deve lasciarci indifferenti.
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attilio gori
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27 dicembre 2005
Amo il Legno
ricevo e pubblico molto volentieri:
amo il legno
io lo ascolto
lo leggo attenta
lo capisco
lo studio
parlo al tronco d'albero
ci sento la vita circolante
infilo il naso nelle fessure spaccate e lo annuso
lo accarezzo con la mano aperta nel palmo
ne sento la vita ruvida segnata sul verticale
lo respiro ossigenata se ha foglie primavere
ne contemplo il riposo nella quiescenza del freddo
mi sento piccola
passo lieve il dito circolare sui nodi
come sui miei grovigli interni
sfioro delicata le gemme non resisto
così vivo osservando i particolari
ora vedo intorno a me un dono marrone di corteccia platana
il cuore giallo di una foglia essiccata della mia Gingko
grigio metallo di graffette reso vivo da conchiglie petali fiori sassolini semi
alle pareti foto di fughe negli spazi senza confini
animali di cieli acque terre
perchè non sono fuori mi domando
a cercare il mio viaggio di Marco Polo
nelle Vite che tengo sul mio tavolo
nelle storie appese ai piani dritti
mi cerco nelle letture
mi scopro
mi soffro
mi curo
mi sorprendo viaggiante nelle storie di altri
mi faccio solletichi o carezze di poesia
mi ascolto leggere
altre voci che leggono ascolto
sento i pensieri miei e li metto accanto agli altri che sento
ne faccio un mazzetto come fossero erbe aromatiche
ci condisco il cibo che mi da sostegno
sono il paese che attraverso
divento il paese di ciascuno che mi attraversa
ma dentro sono anche il viaggio che vi compio
perchè di tutti i paesi attraversati a me resta comunque il mio viaggio
paese io di molti altri
fonte ristoro quiete
è rischioso essere troppo paese
ci si può perdere
soprattutto si dimentica il viaggio da compiere
il nostro
se il paese da attraversare siamo noi
paese e viaggio coincidono
forse ho imboccato un sentiero stretto
fra le mie parole c'è la nebbia
ma sto bene
cammino tranquilla
nel silenzio degli uomini
sotto i piedi adoro il rumore spezzato di foglie secche
accendo la torcia che ho sulla testa
mi faccio luce
Buon viaggio a tutti,
Simo
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24 dicembre 2005
quercia a Paderno di Mercato Saraceno

durante l'ultima abbondante nevicata si è sradicata la pianta - una quercia secolare - che da circa 500 dimorava presso la proprietà Bondanini, sui terreni della casa estiva di Mussolini.
Come si vede dal cippo deposto sui gradini del marciapiede in piazza Mazzini, la pianta era malata; la sezione evidenzia la malattia corrosiva all'interno del fusto.
Ma solo l'incuria e il maltempo (?) hanno fatto meno di ciò che l'uomo - e in questo caso la sua inoperosità - solitamente dimostra.
Cosa ne pensate?
Diventerà purtroppo legna da ardere... speriamo! (foto del 23.12.2005)
p.s.: Il Carlino di Romagna (come allegato Cesena) riporta un articolo di Edoardo Turci.
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La città
da Fabio ricevo email e ringrazio per la lettura di questa perla:
La citta'
di Konstantinos (Costantinos) Kavafis
Hai detto: per altre terre andro', per altro mare.
Altra citta', piu' amabile di questa, dove
Ogni mio sforzo e' votato al fallimento
Dove il mio cuore come un morto sta sepolto
Ci sara' pure. Fino a quando patiro' questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina.
Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.
La citta' ti verra' dietro. Andrai vagando
Per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
Farai capo a questa citta'. Altrove, non sperare,
non c'e' nave, non c'e' strada per te.
Perche' sciupando la tua vita in questo angolo discreto
Tu l'hai sciupata su tutta la terra.
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22 dicembre 2005


Ieri ho ricevuto due bei regali di natale: due libri, due autori con due titolo molto simili:
Monte cinque di Paolo Coelho
Montedidio di Erri de Luca
quale sarà il più bello? difficile la scelta.... uno l'ho già cominciato
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21 dicembre 2005
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Colgo l'occasione per salutare Erich da Dublino e copiare di sana pianta un pensiero riportato oggi:
"Non c'è niente che l'educazione non possa fare.
Niente è impossibile.
Può trasformare la cattiva morale in buona; può distruggere i cattivi principi e crearne di buoni;
può innalzare gli uomini alla condizione di angeli."
Mark Twain
è vero, no?
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attilio gori
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